10 dicembre 2005

Prefazione a tredici anni di distanza

Sapevo per certo che alcune cose erano giuste; la scuola perchè altrimenti nessuno ti assumerà, e poi ascoltare i genitori perchè ci sono passati prima di te (forse, ma non credo poichè erano altri tempi, anche se magari certe cose erano vere ieri e lo sono pure oggi).

Odiavo la parte disciplinata della scuola, quella che pretende il tuo culo sulla sedia e i gomiti sul banco, odiavo ascoltare le lezioni che non suscitavano in me interesse e quelli che si sforzavano di stare attenti e quelli che ci stavano e capivano poichè io non ne ero capace.


nota tecnica1: Perchè risalgo ad allora? Perchè confrontando pensieri e ricordi capisco che probabilmente era già tutto predisposto.

In un giorno senza sole mando a fare in culo la scuola, all'improvviso ma annunciandolo con i miei atteggiamenti alcuni mesi prima.

nota tecnica2: i miei per punizione mi regalarono una moto

(Procedo nei miei ricordi con un po di umorismo, daltronde è una prefazione e non deve, credo, annoiare nessuno)

Gironzolo per qualche mese come una specie di James Dean dei poveri e mi concedo il sollazzo del "primitivo" rock degli AC/DC, poi arriva l'estate del 1991.

Capita, a dire il vero nelle meno originali delle storie, che chi parte alla conquista di una ragazza finisca poi per cuocersi dell'amica. Mi spiego: S, che mi piaceva, aveva un'amica di nome A. Io per merito del fato passai da S ad A.

Tutto questo probabilmente ancora non "illumina" chi legge, e la domanda spontanea sarà: cosa c'azzeccano gli attacchi di panico con tutto ciò? Amico mio, mi direte poi, ci stai facendo perder tempo o cosa?
Io invece di rispondere rimando chi legge alla nota tecnica n1.


A era bellissima, la fata di un poema che scioglie il cuore, una ragazza del mio paese che divenne prima una mia grande amica (e io me ne innamorai perdutamente), poi mi uccise consegnando alle mie labbra il primo bacio nell'ottobre del 1991. Quel bacio lungo le rive del fiume artificiale mi catapultò in un miraggio d'amore, una sorta di idilliaca visione del futuro al fianco della mia donna. Non ne avrei mai voluta un'altra, lei era l'unica, lei mi aveva inconsapevolmente stregato nella magica estate del 1991.
Tutto bello, bellissimo, ma estremamente fragile.





Sintomi di un cuore spezzato

Quando divenni uno zombie travolto dalle pene dell'amore trovai ristoro nell'utilizzo dei cannabinoidi. Scoprii l'hascisch come un bambino scopre il gelato e altrettanto golosamente ne pretesi sempre più.
Fumare le canne mi dava pace; ridevo e mi sentivo perso al punto giusto. Arrivarono anche i Doors con le loro melodie ipnotiche e prima di andare a letto davamo sfogo a tutta la nostra fame chimica.

La verità è che in fondo all'anima mi sentivo svuotato e sapevo di dover reagire. Fu così che decisi di concedermi un'utima notte brava. Mi sarei lasciato tutto il marcio alle spalle allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 1992.

Scrivere quello che segue mi costa. Non ci avevo più pensato e quel giorno è sepolto nei miei rimorsi.

Dopo una notte in discoteca a festeggiare l'utimo dell'anno decisi di seguire un gruppo che non era il mio per proseguire la festa, anzi il festino, in una specie di sperduta baita di montagna.
Li calai una pasticca, era exstasy.
La parola viaggio andato male vi è familiare?
Un viaggio andato male è uno stato di angoscia amplificato dalla droga che avete ingerito, un partenza che rischia di essere senza ritorno.

Ricordo uno schiaffo dato per farmi riprendere, volti appannati e le pareti che a volte non c'erano. Andò esattamente così.

Probabilmente è successo a molti altri coglioni come me, tuttavia al ritorno da quel 1 gennaio 1993 non riuscivo a convivere con i sensi di colpa. Nella mia mente ero un drogato che si era bruciato, un povero rincoglionito dalla droga. Tengo a precisare che nella mia breve esperienza con le droghe più o meno leggere ho "assaggiato solo" un paio di pastiglie, ma la mia vita era per certi versi cambiata.



IL PRIMO CRASH
Nel buio della mia camera, nella casa dove sono nato, riflettevo in modo ossessivo su quello che era accaduto quel 1 gennaio 1993. Erano passati pochi giorni e i sensi di colpa mi stavano logorando dentro. Avevo letto di certe persone danneggiate dalla droga, dagli acidi e ci pensavo e ripensavo e mi chiedevo se era il mio caso. Poi questi penseri divennero troppo intensi e iniziai a sudare e a respiare con difficoltà. Allora mi alzai dal letto e trabalando nel buio chiamai mia madre. Lei e mio fratello mi fecero sdraiare mentre un forte dolore al petto mi spezzava in due. Non sapevo cos'era e credevo di essere in punto di morte.
Iniziò ad andare meglio quando mio fratello mi disse di respirare con lentezza, e mi disse che era solo un crollo nervoso, arrivò anche un bicchiere con un goccio d'acqua e per la prima volta in vita mia ingerii le immancabili gocce EN.
Ciao sono un Attacco di Panico e questa è mia sorella Ansia Anticipatoria...
La cosa certa, e chi c'è passato potrà confermare, è che la vostra vita non sarà mai più la stessa per molto, molto tempo. L'attacco di panico è un'esperienza che stravolge, che blocca, una scossa al massimo voltaggio.
Iniziate immediatamente a convivere con quella che gli specialisti chiamano Ansia anticipatoria che detta in parole povere non è altro che la fottuta sensazione che il panico incomba sempre, che cel'avete dentro e che non aspetta altro che invadervi come acqua acida che ribolle sotto pelle. A me da quella sensazione, come avere l'acqua della batteria al posto del sangue.
E' terribilmente abile a sconvolgermi, è l'essenza stessa del malessere e la cosa brutta è che non ha un apparente motivo d'essere. Proprio così... arriva inaspettato ad una cena, al cinema, a letto e tu ti dici cazzo no! Cosa diavolo vuoi, perchè ora?
Allora, ed è la peggiore delle cose, cerchi di mascherarlo. Un colpetto di tosse, repiri a fondo, ti sistemi sulla sedia, ti dici che non è niente, osservi gli altri, qualcuno che parla e gli fai un cenno di assenso anche se non te ne può fregare di meno, perchè in quel momento tutto ciò che vorresti è essere a casa tua con in mano un bicchiere ormai vuoto mentre il sapore dolciastro delle gocce EN scivola giù per la gola. Piccole trasparenti gocce in fila, dieci piccole gocce che si calano nel tuo organismo per ristabilire un po' d'ordine psichico.

____Stop

7 Comments:

At 8:53 PM, Blogger YumikoInPink said...

Ciao Cisco,

Sono capitata per caso nel tuo blog e ho letto tutto d'un fiato il tuo post...
Ti sono molto vicina...anche il mio ragazzo soffriva di attacchi di panico, e quando l'ho conosciuto era nel pieno delle "crisi"...

Piano piano, con l'aiuto di agopuntura e terapie di massaggi (dopo aver provato di TUTTO) è riuscito a guarire completamente, anche se la paura che tornino c'è sempre...

Volevo solo lasciarti un grande saluto e dirti che capisco perfettamente cosa hai passato e cosa STAI passando...anche se non l'ho provato sulla mia pelle, ma vivendolo attraverso la persona che amo, che a volte fa altrettanto male...

Fai benissimo a "raccontarti" così magari da poter far capire che non è una cosa che "capita solo a me" ma che è un qualcosa che hanno in tanti...ma che nessuno ammette per vergogna...

Sono convintissima e certissima che ce la farai a vincerla...e ti ripeto, ti sono vicina!

Un grande abbraccio con affetto...

Yumiko

 
At 11:18 AM, Anonymous Anonimo said...

ciao, non ho molte parole per descrivere le impressioni ke ho avuto leggendo il tuo sfogo. Sto vivendo indirettamente il problema, perchè il mio uomo ne soffre da anni, ma io nn sapevo nulla, è stato bravissimo a mascherare, come dici tu. Poi un maledettissimo giorno, ha avuto un attacco mentre facevamo l'amore...da allora è un calvario, lui ha paura di stare con me, ha paura di rivivere quella cosa, e a me associa quell'evento ormai...non so cosa fare, ho provato a parlarne, ad informarmi, a stargli vicino...Ti sembra possibile che una storia possa finire per questo? Vorrei un tuo consiglio, un parere basato sulla tua esperienza...vorrei capire di più...! rispondimi sul tuo blog se vuoi grazie.

 
At 2:45 PM, Blogger Cisco said...

Convinci il tuo uomo ad affrontare il problema...
Purtroppo una volta avuto un attacco in una determinata situazione si tende ad associare il momento all'evento e quindi a scappare anche dalle persone che erano presenti... e se il tuo ragazzo arriva addirittura ad evitare chi ama significa che è in una fase piuttosto acuta del problema e serve una cura al più presto...
A te consiglio di documentarti più che puoi sugli attacchi di panico e poi, ripeto, convincilo a curarsi!

in bocca al lupo! ciao
Cisco1073

 
At 8:07 AM, Anonymous Anonimo said...

grazie davvero per avermi risposto Cisco, in realtà sono davvero disperata, ho passato giornate intere su internet, credo di sapere talmente tanto sul dap che prima o poi lo sentirò su di me...gli ho dato consigli, indirizzi di medici validi, ho cercato di fargli capire che non deve piu sopportare e farsi condizionare la vita...ma lui insiste a fare da solo, mi dice bugie, sta diventando aggressivo e io soffro molto, ma credo di non poter fare niente altro...forse solo aspettare che sia lui a convincersi, lasciandolo solo...tu che ne pensi? In questo caso essere duri può aiutare?...forse come hai detto in un passo del blog, provare un dispiacere come quello di potermi perdere lo deconcentrerà da se stesso e lo farà riflettere...boh! :-( Scusami è solo uno sfogo, mi sento impotente, ho anche pensato che i farmaci che dice di aver preso gli abbiano fatto l'effetto contrario di quello che hai avuto tu e lui da uomo duro quale vuole apparire sempre, si vergogni di dirlo...

 
At 3:15 PM, Blogger Cisco said...

Non ho la competenza necessaria per dirti fai quello o quell'altro, posso solo riportare quelle che sono le mie esperienze.
Quindi ti dico che uno scossone come quello che provaca l'essere lasciati a me ha giovato. Nel senso che mi deconcentrai dai miei problemi.
Ma la cosa migliore è una terapia, poichè il dispiacere della perdita potrebbe essere solo un diversivo momentaneo e in seguito tutto tornerebbe a galla...
Il tuo lui deve rivolgersi ad un bravo specialista e con la cura giusta troverà subito giovamento; io lo sto' sperimentando sulla mia pelle...
Capisco che per un uomo non è facile ammetere di avere certi problemi e che può sembrare una cosa da deboli... ma sono solo sciocchezze poichè nascondersi come ho fatto io è da deboli, mentre affrontare il problema è la scelta più saggia e soprattutto SALUTARE!

 
At 11:47 AM, Anonymous Anonimo said...

grazie ancora, in ogni caso mi sei stato utile per verificare se stesse giocando un pò con questa cosa, ovunque si parla di fobia del luogo dove ti può succedere (allora mi sono detta ok cambiamo posto!), ma non mi sembrava possibile che l'evitamento potesse anche essere esteso alle persone presenti...non mi consola certo, ma mi aiuta a capire meglio...se ti raccontassi cosa mi sono inventata x aiutarlo, moriresti dal ridere...chissà se voi uomini duri vi rendete conto di quanta energia sanno avere le donne! Ci risentiamo, ciao ;-)

 
At 1:52 PM, Blogger kanel said...

descrizione perfetta

 

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